Ci sono momenti che, più che essere semplici appuntamenti annuali, diventano simboli di un percorso condiviso. L’assemblea dei soci dell’Accademia Scacchistica Cremonese, svoltasi sabato 10 gennaio, è stata uno di quei momenti. Oltre trenta partecipanti, una sala viva di voci e di sorrisi, un clima che racconta molto più di un bilancio o di un ordine del giorno. Racconta la crescita di una comunità che crede nella forza silenziosa degli scacchi e nel valore del costruire insieme.
L’incontro si è aperto con il riepilogo dell’anno appena trascorso, un 2025 intenso, costellato di iniziative, tornei, progetti formativi e successi giovanili che testimoniano come l’Accademia stia vivendo una stagione di vera fioritura. Il consuntivo di cassa, presentato da Franco Romagnoli, ha evidenziato la solidità dell’associazione, ma ancora più solide sono apparse le relazioni, la collaborazione, la fiducia reciproca che tengono uniti soci, atleti e dirigenti.
È stato poi rinnovato il Consiglio Direttivo, riconfermato nella sua composizione attuale: Franco Romagnoli come tesoriere, Antonio Volpati e Federico Biolchi come consiglieri, Tiberio Poli come vicepresidente e Riccardo Cavaliere alla presidenza. Una squadra che negli anni ha saputo lavorare con impegno e discrezione, trovando nell’unione dei ruoli la forza di guardare lontano.
Durante l’assemblea è stato votato all’unanimità un riconoscimento particolarmente sentito: la nomina del Maestro Franco Ventura a socio onorario vitalizio, per i meriti sportivi e umani che lo legano indissolubilmente alla storia scacchistica del territorio cremonese. Un gesto che è anche un grazie, rivolto a chi ha saputo trasmettere la passione per il gioco e l’amore per la cultura che esso rappresenta.
Grande spazio è stato dedicato ai giovani, autentico motore del futuro dell’Accademia. I risultati ottenuti nel corso del 2025 parlano da soli, con la crescita costante e la maturità agonistica di Nicolò Rio Ciuchi, Tommaso Feraboli, Michele Soregaroli e Samuele Cardamone, in ordine crescente d’età. Quattro ragazzi, quattro percorsi diversi ma uniti dalla stessa luce negli occhi: quella di chi davanti a una scacchiera non vede solo pezzi e caselle, ma sfide, possibilità, futuro.
Non è mancato, come da tradizione, il momento delle premiazioni del Trofeo interno “Memorial Antonio Palmas”, giunto alla sua quarta edizione. A sollevare la coppa assoluta è stato Federico Biolchi, premiato per la costanza e la determinazione dimostrate nel corso dell’anno. Takaeshi Saera ha conquistato il primo posto nella categoria “Nuovi Soci”, diventando la prima donna premiata nella storia dell’Accademia, segno concreto di un cammino sempre più generativo e aperto. Il premio “Juniores” è invece andato a Samuele Cardamone, giovane promessa che conferma il livello sempre più alto del vivaio cremonese.
Riccardo Cavaliere e Luca Palmas premiano Federico Biolchi
Un riconoscimento speciale, il Premio Intercultura 2025, è stato assegnato a Ciprian Dumitriu, per la sua capacità di rappresentare i valori dell’incontro, della condivisione e dell’integrazione attraverso il linguaggio universale degli scacchi.
E non sono mancati i momenti di ironia, per alleggerire le menti dal costante impegno nel ricercare la mossa migliore. Simone Varini arriva così nuovamente a premio. Questa volta non per meriti agonistici ma per il maggior numero di volte nelle quali ha dato appuntamento davanti alla scacchiera per poi rimandare qualche minuto prima. Si aggiudica così il Premio Bidone 2025 e, ovviamente, non si presenta al ritiro per un contrattempo dell’ultimo istante.
Insomma, il 2025 è stato un anno di crescita. Non solo nei numeri, ma nella consapevolezza che ogni mossa, anche la più piccola, contribuisce a costruire qualcosa di più grande. L’Accademia ha rafforzato la propria presenza sul territorio con corsi, collaborazioni, tornei e attività didattiche, portando gli scacchi tra le scuole, nei centri culturali, nei luoghi dove ancora non erano mai arrivati. C’è qualcosa di profondamente umano negli scacchi: la pazienza, l’attesa, la visione d’insieme, la capacità di imparare dagli errori. Forse è anche per questo che, ogni volta che un socio muove un pezzo, non sta solo giocando, ma sta contribuendo a scrivere un frammento di storia collettiva.
L’assemblea si è chiusa come si era aperta: con gratitudine. Verso chi c’era e verso chi, pur lontano, continua a sostenere l’Accademia con il proprio impegno, la propria presenza, la propria fiducia. Perché questa realtà è la somma dei gesti di tutti. Di chi insegna, di chi impara, di chi organizza, di chi semplicemente entra per la prima volta in sede e trova accoglienza.
L’Accademia Scacchistica Cremonese cresce così: mossa dopo mossa, incontro dopo incontro, grazie alla passione condivisa di una comunità che non smette di credere nel valore del gioco e nel piacere di farlo insieme.
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